Fasc. 027·19·09·2026
Artem Uss e il braccialetto tagliato: ottantotto minuti per sparire da Basiglio
Il 22 marzo 2023, a poche ore dal via libera alla sua estradizione negli Stati Uniti, il figlio di un governatore russo sparisce da una villetta della periferia milanese. Una staffetta di auto e documenti falsi lo porterà, in pochi giorni, fino a Mosca.
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Alle 14:07 del 22 marzo 2023, in una villetta di Basiglio, hinterland sud di Milano, il segnale del braccialetto elettronico legato alla caviglia di Artem Uss si interrompe. Nessun allarme immediato: il dispositivo non ha il GPS, si limita a segnalare la vicinanza al ricevitore di casa. Passano diversi minuti prima che qualcuno se ne accorga. Quando la polizia arriva, dell'uomo che il giorno prima aveva rischiato l'estradizione negli Stati Uniti non c'è più traccia.
Il figlio del governatore e il petrolio del Venezuela
Artem Uss non è un fuggitivo qualunque. Ha quarant'anni, un passaporto russo e un cognome pesante: è figlio di Aleksandr Uss, all'epoca governatore della regione siberiana di Krasnojarsk. Viene fermato il 17 ottobre 2022 all'aeroporto di Malpensa, mentre sta per imbarcarsi su un volo per Istanbul: su di lui pende un mandato di cattura americano.
Le accuse, elencate dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, sono pesanti: contrabbando di petrolio venezuelano verso Cina e Russia in violazione dell'embargo, frode bancaria, riciclaggio e, punto più delicato, il traffico di componenti elettronici a duplice uso, gli stessi microchip che finiscono nei sistemi missilistici, verso la Russia in piena guerra in Ucraina. Rischia fino a trent'anni di carcere. La Corte d'appello di Milano, chiamata a decidere sull'estradizione, riconosce solo in parte l'impianto accusatorio: sì al contrabbando di petrolio e all'evasione delle sanzioni, no ai capi su tecnologia militare e riciclaggio. Ma basta e avanza per tenerlo agli arresti domiciliari.
In Italia, Uss non è un semplice viaggiatore di passaggio: da anni gestisce interessi legati al commercio di materie prime, con società e conti che intrecciano l'Europa alla Russia. È proprio questa rete di rapporti economici, secondo l'accusa americana, ad aver permesso il flusso di petrolio sanzionato verso l'Estremo Oriente e, insieme, il canale inverso di tecnologia verso Mosca.
Una villa e un braccialetto senza GPS
Dal 25 novembre 2022 Uss vive sorvegliato in un'abitazione a Basiglio, comune ordinato e residenziale a un passo da Milano 3, con l'obbligo del dispositivo elettronico alla caviglia. È una misura più permissiva del carcere, pensata per un imputato che collabora e che, sulla carta, non ha molti posti dove nascondersi: passaporto sotto sequestro, sorveglianza costante, un procedimento di estradizione che segue i suoi tempi in tribunale.
Il 21 marzo 2023 quei tempi arrivano a una svolta: la Corte d'appello autorizza la consegna agli Stati Uniti. È la notizia che, con ogni probabilità, fa scattare il piano. Il giorno dopo, quel pomeriggio di marzo, il braccialetto viene tagliato o manomesso, e il segnale muore.
La fuga a staffetta
Quello che segue, ricostruito nei mesi successivi da inchieste giornalistiche e dagli stessi investigatori italiani, ha il ritmo di un'operazione pianificata nei dettagli, non di una fuga improvvisata. Uss lascia Basiglio a bordo di un'auto, ne cambia diverse lungo il tragitto, verosimilmente con l'aiuto di documenti falsi predisposti in anticipo. La rotta punta a nordest: attraversa il confine a Trieste, entra in Slovenia, poi in Serbia. Da lì, secondo le ricostruzioni più accreditate, il tragitto finale verso Mosca avviene in aereo.
Un'inchiesta del Wall Street Journal, pubblicata a fine maggio 2023, attribuisce l'organizzazione materiale della fuga a una rete di criminalità balcanica, con un ruolo centrale di una banda serba assoldata per gestire il trasferimento da un Paese all'altro. Le indagini italiane, che portano a due arresti e ad altri ricercati (tra cui un fermo a Desenzano del Garda), a dicembre 2023 disegnano un piano in quattro fasi: dalla disattivazione del dispositivo di controllo fino al passaggio di consegne oltreconfine. Tra i nomi coinvolti compaiono Vladimir e Boris Jovancic, padre e figlio di origine bosniaca, lo sloveno Matej Janezic, e i serbi Srdjan Lolic e Nebojsa Ilic.
Più che un'evasione improvvisata, quella ricostruita dagli inquirenti assomiglia a una vera e propria operazione logistica internazionale, con ruoli, tempi e mezzi di trasporto studiati in anticipo.
Gli Stati Uniti, dal canto loro, mettono una taglia sulla testa di Uss, segno che a Washington la fuga viene letta come un caso politico oltre che giudiziario: un cittadino russo, figlio di un potente locale, sottratto alla giustizia americana nel pieno delle tensioni sulla guerra in Ucraina.
Un caso ancora aperto
Ad oggi Artem Uss risulta in Russia, fuori dalla portata di qualunque mandato di estradizione occidentale, mentre in patria la sua vicenda viene raccontata come il ritorno di un connazionale ingiustamente perseguitato. In Italia il caso ha aperto un dibattito politico e giudiziario sulla tenuta dei domiciliari con braccialetto elettronico per imputati di alto profilo, e sull'adeguatezza di un dispositivo privo di localizzazione satellitare per sorvegliare chi ha mezzi, contatti internazionali e, forse, un intero apparato statale pronto ad aiutarlo a sparire nel momento decisivo.
Restano, oltre alle inchieste ancora aperte sui fiancheggiatori italiani della fuga, alcune domande che nessuna sentenza potrà più chiudere del tutto: chi ha materialmente organizzato quegli ottantotto minuti di vantaggio, quanto è costata un'operazione così articolata, e quanto di quel piano era già pronto, custodito in un cassetto, ben prima che un giudice milanese pronunciasse la parola "estradizione".
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Fonti
- Artem Uss è evaso con l'aiuto di criminali serbi, dice il Wall Street Journal - Il Post
- Artem Uss, identificato il commando della fuga. E gli Usa piazzano la taglia - Formiche.net
- La reazione che serve all'Italia sulla fuga di Artem Uss - Formiche.net
- Evasione Artem Uss, due arresti e altri tre ricercati - Il Fatto Quotidiano
- Artem Uss: il manager russo arrestato a Malpensa si oppone all'estradizione negli Usa - Open