Fasc. 035·27·09·2026
Malcolm Lowry corse tra le fiamme per salvare Sotto il vulcano
Nel giugno del 1944, sulla costa del Pacifico canadese, un incendio distrusse la baracca dove viveva uno scrittore inglese devastato dall'alcol: dentro c'era il manoscritto a cui aveva dedicato quasi un decennio della sua vita, e che nessun editore voleva ancora pubblicare.
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La notte del 7 giugno 1944, sulla riva del Burrard Inlet, poco fuori Vancouver, una baracca di legno prese fuoco. Dentro viveva da qualche tempo un inglese magro e taciturno, capace di sparire per giorni dentro una bottiglia e di riemergerne con la cortesia un po' sospesa di chi si vergogna di se stesso. Quando le fiamme cominciarono a mangiare le assi, lui non pensò ai vestiti né ai pochi mobili: si buttò dentro urlando il titolo di un dattiloscritto a cui lavorava da otto anni e che nessun editore aveva ancora voluto stampare. Riuscì a portarlo fuori. Non salvò invece un altro romanzo, In Ballast to the White Sea, che bruciò quella notte e che per decenni si credette perduto per sempre (una copia in carta carbone riemerse solo nel 2001 tra le carte della sua prima moglie, e fu pubblicata postuma nel 2014). L'uomo era Malcolm Lowry. Le pagine strappate al fuoco sarebbero diventate Sotto il vulcano.
Un console che si scioglie nel mezcal
Lowry era nato nel 1909 a New Brighton, vicino Liverpool, in una famiglia di agiati commercianti di cotone. Studiò a Cambridge, ma prima ancora si era imbarcato come mozzo su un mercantile diretto in Estremo Oriente, un'esperienza che gli diede materiale per il suo primo romanzo, Ultramarine (1933). Beveva già molto, e già da giovane. Nel 1936 si trasferì con la prima moglie, Jan Gabrial, a Cuernavaca, in Messico: fu lì che il matrimonio si sfaldò sotto il peso dell'alcolismo, ed è da quei mesi, vissuti tra cantine e albe confuse, che nacque l'idea del romanzo. Lowry ribattezzò Cuernavaca "Quauhnahuac" e vi ambientò la storia di Geoffrey Firmin, ex console britannico ridotto a un relitto etilico, e di Yvonne, la moglie che torna dopo averlo lasciato nel tentativo, disperato e forse già inutile, di salvarlo. Tutto si svolge in un solo giorno: il 2 novembre 1938, il giorno dei morti, sotto l'ombra dei due vulcani che dominano la valle, il Popocatépetl e l'Iztaccíhuatl.
Dodici capitoli come una partitura
Il libro non è, però, la semplice cronaca di una giornata di sbornia. È costruito come una struttura musicale in dodici capitoli: il primo, ambientato esattamente un anno dopo i fatti, guarda indietro all'intera vicenda prima ancora che venga raccontata, e i restanti undici ripercorrono ora per ora le ultime dodici ore di vita del console. Sotto la superficie narrativa Lowry innestò riferimenti al Faust, alla Divina Commedia, alla Cabala, all'astrologia: un'architettura simbolica fittissima, che l'autore stesso rivendicò con orgoglio quando, nel gennaio 1946, l'editore britannico Jonathan Cape minacciò di richiedere tagli pesanti al testo. Lowry rispose con una lettera lunghissima, oggi celebre tra gli studiosi, in cui spiegava capitolo per capitolo il disegno del romanzo e otteneva di pubblicarlo quasi intatto.
Nella storia ricorre più volte il cartello di un giardino pubblico messicano, che il console legge e fraintende ogni volta in modo diverso:
¿Le gusta este jardín que es suyo? ¡Evite que sus hijos lo destruyan!
("Le piace questo giardino che è suo? Faccia in modo che i suoi figli non lo distruggano!"). Firmin lo interpreta come una minaccia, quasi un presagio, e quella frase innocua diventa uno dei simboli più discussi del libro: il paradiso perduto, l'Eden che l'uomo stesso guasta.
Dieci anni di rifiuti prima del fuoco
Prima di quella notte del 1944, il manoscritto aveva già una storia lunga e faticosa. Una prima versione, più breve e vicina al racconto lungo, risaliva al 1936 ed era già stata rifiutata da diversi editori. Espulso dal Messico nel 1938 per problemi con il visto e per la sua condotta, Lowry continuò a riscrivere il romanzo tra Los Angeles e, dal 1940, una baracca da squatter sulla costa del Pacifico canadese, a Dollarton, dove si era rifugiato con la seconda moglie, Margerie Bonner. Furono, paradossalmente, gli anni più stabili della sua vita: niente elettricità, niente acqua corrente, ma il mare davanti alla porta e, per una volta, meno alcol. Fu lì che il romanzo prese la sua forma definitiva, e fu lì che, nel 1944, per un pelo non andò perduto insieme a tutto il resto.
Quando finalmente uscì, nel 1947, contemporaneamente in Gran Bretagna da Jonathan Cape e negli Stati Uniti da Reynal & Hitchcock, Sotto il vulcano fu accolto con rispetto ma senza clamore. Ci vollero anni perché la critica lo riconoscesse per quello che è: uno dei romanzi più ambiziosi e compiuti della letteratura inglese del Novecento, capace di trasformare la parabola privata di un ubriacone in un affresco sull'Europa che scivolava verso la guerra (sullo sfondo della vicenda si intravedono l'ombra della guerra civile spagnola e l'ascesa del nazismo).
Un epilogo che il console avrebbe riconosciuto
Nel romanzo, Firmin muore ammazzato da un gruppo di paramilitari filofascisti che lo scambiano per una spia, e il suo corpo viene gettato in un burrone insieme a quello di un cane randagio. Lowry sopravvisse al suo personaggio per dieci anni, ma non riuscì mai davvero a smettere di bere. Morì il 26 giugno 1957 nella casa di campagna a Ripe, nel Sussex, per un'overdose di sonniferi mescolati ad alcol: il verdetto ufficiale parlò di "morte per disgrazia". Negli ultimi anni aveva scritto di sé, con l'autoironia feroce di chi si conosce fin troppo bene, versi che suonavano quasi come un epitaffio anticipato, un uomo che beveva ogni notte sapendo già come sarebbe andata a finire.
Restano, di quella notte del 1944 sul Burrard Inlet, poche righe nei diari e nelle lettere di chi c'era: la baracca che crolla, l'uomo che corre incontro al fuoco invece che scapparne, e un fascio di fogli che esce dalle fiamme un po' bruciacchiato ai bordi, pronto a raccontare, ancora per settant'anni e oltre, la storia di un altro uomo che non riuscì a fuggire in tempo dal proprio incendio.
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