Archivio·6 fascicoli
Letteratura
Manoscritti bruciati e salvati, diari riscritti per una vita, amici che disobbediscono. La storia dei libri prima che diventassero libri.
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Malcolm Lowry corse tra le fiamme per salvare Sotto il vulcano
Nel giugno del 1944, sulla costa del Pacifico canadese, un incendio distrusse la baracca dove viveva uno scrittore inglese devastato dall'alcol: dentro c'era il manoscritto a cui aveva dedicato quasi un decennio della sua vita, e che nessun editore voleva ancora pubblicare.
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Il meccanico di Gertrude Stein e la "generazione perduta" di Hemingway
A Parigi, negli anni Venti, il rimprovero di un garagista a un giovane meccanico diede il nome a un'intera generazione di scrittori esuli. Ernest Hemingway raccontò quella stagione trent'anni dopo, nel libro che avrebbe chiuso la sua vita.
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Sciascia e le lettere di Moro che quasi nessuno volle credere vere
Nella primavera del 1978, mentre l'Italia si divide sulla linea della fermezza verso le Brigate Rosse, uno scrittore siciliano si mette a tavolino con le lettere del prigioniero. Ne uscirà un libro breve e un'accusa che quasi nessuno volle ascoltare.
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Bulgakov bruciò Il Maestro e Margherita, poi lo riscrisse fino alla morte
Nel 1930 uno scrittore moscovita, messo a tacere dal regime, brucia le prime pagine di un romanzo che sta scrivendo di nascosto, convinto che nessuno lo leggerà mai. Lo riscriverà fino all'ultimo respiro, senza sapere che a salvarlo sarebbe stata sua moglie.
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Kafka chiese di bruciare tutto. Max Brod disse di no
Un foglio piegato in un cassetto, un'ultima richiesta e un amico che decise di non ubbidire. Come un atto di disobbedienza ha salvato l'opera di uno degli scrittori più letti del Novecento.
Ernst Jünger e il diario di trincea che riscrisse per settant'anni
Nella notte del 1916 un giovane tenente tedesco annota su un taccuino sporco di fango i minuti di un assalto. Quel diario di trincea diventerà un libro che l'autore continuerà a riscrivere per settant'anni, senza mai decidersi su cosa fosse davvero: un atto d'accusa o un elogio della guerra.